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October 21 La serata di Nemiso scorre piuttosto piacevolmente e le risate continuano a rimbombargli nelle orecchie anche mentre è in macchina, nonostante Vasco faccia di tutto per coprirle. Parcheggia nel solito posto con la stessa amarezza in gola di tutte le volte, quella sensazione che ti ricorda che la giornata purtroppo è terminata e che le emozioni che stai provando verranno cancellate ed archiviate nel sonno. Ruba un ultimo respiro al mozzicone di sigaretta che gli è rimasto in mano e scende dalla macchina. La chiude e la riapre immediatamente perchè ha dimenticato la radio accesa. Si butta nel letto e rimane immobile per dieci minuti con la faccia che aderisce al piumone matrimoniale, poi si gira e si toglie le scarpe. Si spoglia, indossa il pigiama e si mette sotto le coperte. Accende l'at bajour e comincia a sfogliare un Dylan Dog, ma lo riappoggia subito sul comodino perchè è troppo stanco. Abbassa il doppio cuscino e spegne la luce. Si gira sul fianco sinistro e comincia a sognare EmmE ![]() October 13 La notte era silenziosae le parole si bloccavano in un crepuscolo di stupide congetture. Nemiso sentiva solo i battiti del suo cuore e le chiacchiere che la sua anima faceva con la sua testa. I pensieri ottimisti stuzzicavano la sua vanità, mentre quelli opposti solleticavano la sua angoscia. Questo era il momento dove a Nemmi si bloccavano i pensieri e si fermavano lì, sospesi fra il letto e l'intonaco del soffito. Non pensva a nulla, ne a qualcosa di futile e frivolo ne a qualcosa di vero e importante. Nessun pensiero, nessuna paranoia e nessuno sguardo se non quello perso nel vuoto. Nessun aspetttiva e quindi nessun'attesa, nessun sorriso e nessun dolore. Nessuna azione e quindi nessuna giustificazione.
EmmE
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